1 Evita

Non pagare mai una caparra per la visita dell'immobile.

Il faro che dovrebbe guidare tutte le nostre azioni, sul web come nella vita di tutti i giorni, dovrebbe essere il buon senso. Eppure non sempre è così. Abbagliati dal miraggio di un grande affare, capita sovente che abbassiamo le difese e questo ci espone a truffe o raggiri.

Abbiamo dedicato un'intera regola a quello che non va fatto con le caparre perché è proprio in questo modo che si realizzano il maggior numero di truffe nel mercato immobiliare online. La buona notizia, però, è che basta veramente poco per evitare di cadere in questi tranelli.

Le caparre sono sostanzialmente di due tipi: confirmatorie o penitenziali. La caparra confirmatoria è quella più diffusa. Nel caso sia stato pattuito un importo di caparra confirmatoria, se l'acquirente dovesse recedere dal contratto prima dell'acquisto non avrà diritto ad alcun rimborso; invece nel caso in cui a tirarsi indietro dovesse essere il venditore, quest'ultimo dovrà obbligatoriamente restituire all'acquirente il doppio dell'importo stabilito come caparra confirmatoria. La caparra penitenziale istituisce invece una penale fissa che la parte che recede dal contratto (indipendentemente dal fatto che sia acquirente o venditore) dovrà restituire.

L'uso più diffuso vuole che l'importo della caparra sia proporzionale al valore del'immobile, ma raramente arriva a superare i 5.000 euro. Diffidate quindi da chi vi richiede importi sensibilmente maggiori. La caparra è legale solo nel momento in cui è legata ad una proposta formale di acquisto firmata dall' acquirente. Il venditore deve accettare o rifiutare la proposta entro e non oltre 10 giorni dalla firma. Se entro quella data incassa la caparra, sia come assegno sia come contante, la proposta viene ritenuta accettata.

Non bisogna mai fidarsi di chi, magari accampando come scusa il fatto che si trovi all'estero e che già troppe volte ha dovuto fare viaggi a vuoto per acquirenti che non si sono presentati agli appuntamenti fissati, vi chiede di versargli una caparra che poi vi restituirà personalmente quando vi incontrerete.

Anche se la cifra che vi chiede di inviargli (magari attraverso un sistema non tracciabile come Western Union o ricaricando una carta prepagata) è irrisoria rispetto al valore dell'immobile che propone, non fidatevi. È un comportamento che deve far scattare subito l'allarme e la segnalazione sia al gestore del sito su cui è pubblicato l'annuncio sia, soprattutto, al Commissariato di P.S. online

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